Mostre » Venezia: Debora Hirsch e Cristina Treppo, due Aspetti femminili della creazione

Venezia: Debora Hirsch e Cristina Treppo, due Aspetti femminili della creazione

a cura di Redazione, il 15/12/2006

Debora Hirsch e Cristina Treppo sono le protagoniste di una mostra intitolata “Aspetti femminili della creazione”, che inaugura venerdì 15 dicembre nei locali della Galleria Radar Arte Contemporanea di Venezia Mestre. L’esposizione, ideata e curata da Maria Luisa Trevisan, prende spunto da “Lilith. L’aspetto femminile della creazione”, mostra allestita nel 2004 alle Scuderie Aldobrandini di Frascati, e ne rappresenta la continuazione in quanto accosta creatività e sensibilità femminili differenti, appartenenti alla stessa generazione, ma con culture differenti alle spalle: una di origine brasiliana (Hirsch) e l’altra italiana (Treppo).
Due artiste che rappresentano quindi – come scrive Maria Luisa Trevisan – […] due modi di esprimere una visione del mondo al femminile, in cui si evidenziano le dicotomie natura-cultura, naturale-artificiale, manuale-tecnologico, innovazione-tradizione, caldo-freddo, lineare-prospettico, superficiale-profondo, chiuso-aperto, chiaro-scuro, alto e basso, spazio-tempo, tattile-visivo, ecc.
Debora Hirsch (San Paulo del Brasile, 1967) usa la pittura, il video, la fotografia, ama il mito, la storia dell’arte (ad esempio il Rinascimento ma anche la pittura europea dell’800, la Pop Art, correnti che riprende sia nei temi che nella tecnica), ma anche la letteratura, il cinema, la musica, il fumetto. Molti sono i riferimenti espliciti e dichiarati che effettua nell’accoppiare personaggi distanti nel tempo e nello spazio, come nella serie “So What”, dove effettua arditi abbinamenti ed un gioco tra cultura alta e bassa, immagini note della storia dell’arte e tecnica del fumetto […]”, come ad esempio, “Federico da Montefeltro e Dick Tracy con l’impostazione del ritratto rigidamente di profilo utilizzato da Piero della Francesca, ed il segno lineare di Osvaldo Cavandoli, oppure la Sibilla Delfica di Michelangelo presente nella Cappella Sistina”.




Hirsch “riflette sui meccanismi della comunicazione (il video Etix e la serie ITEM e FILE), affrontando tematiche attuali, in cui mostra un impegno sociale nel denunciare ingiustizie (The Last Supper, video sui condannati di piccoli reati ammazzati dalla polizia brasiliana), differenze di classe e diseguaglianze della società brasiliana, come nella serie Br 101 e Br 101 outdoor”, dove gioca sull’ambiguità delle immagini (in “Building” ha formato un condominio cadente mettendo insieme pezzi di immagini di palazzi diroccati di San Paulo). Hirsch “tocca poi temi esistenziali personali come nel video - autoritratto Lachesis. Parla un linguaggio tecnologico, freddo, volutamente distaccato, anche quando usa un medium caldo – per dirla secondo le categorie di Herinch Wöllflin – come la pittura, e ha come riferimento l’orizzonte culturale occidentale.
Cristina Treppo (Udine, 1968), al contrario, scrive sempre Trevisan: “ha come riferimento la natura e il rapporto che con essa l’uomo contemporaneo attua. Utilizza un linguaggio caldo, esaltando l’aspetto tattile dei materiali e recuperando in chiave artistica una manualità che richiama un lavoro attribuito per tradizione alla donna, quello della lavorazione delle stoffe, dei filati, dei pizzi, ecc. […] Le sue opere sembrano parlare in modo sommesso, bisbigliato, con lunghe pause e silenzi più che un linguaggio apertamente dichiarato. Realizza installazioni che ambienta in luoghi chiusi o aperti (Muffa; Segreti e bugie), sfiorando con delicata leggerezza temi quali la difficoltà nei rapporti interpersonali e il fragile equilibrio che si evidenzia a volte anche nel rapporto di coppia (Talamo rosso)”.
“[…] Di particolare interesse per l’artista sono le piante e la tematica naturalistica in genere. La natura è riprodotta con materiali morbidi, caldi, carezzevoli (pizzi, peluche, filo, arazzi, stoffe di vario tipo) che sollecitano ricordi famigliari, creando ambiguità tra naturale e artificiale […].
Come osserva infine la curatrice, “La fotografia riveste un’importante funzione per entrambe le artiste, in quanto in Debora Hirsch è alla base delle sue elaborazioni video e si sa che ricopre un ruolo fondamentale anche nel fumetto, come substrato compositivo. In Cristina Treppo la fotografia diventa lo strumento per fissare e conservare nel tempo interventi ambientali, concepiti come fossero scene teatrali o set cinematografici accuratamente preparati da un sapiente scenografo.

Scheda tecnica

Debora Hirsch / Cristina Treppo. “Aspetti femminili della creazione”
dal 15 dicembre 2006 al 31 gennaio 2007
Inaugurazione: venerdì 15 dicembre, ore 19

Curatore:
Maria Luisa Trevisan

Galleria d’Arte Radar
Venezia Mestre, Via Caneve 12

Orario di apertura:
mar-sab, ore 16-19.30 (verificare via telefono)

Biglietti:
Ingresso libero

Info:
Tel. e Fax (+39) 041 534 44 27
Mob. (+39) 338 5 29 30 34
info@arteradar.com

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader