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Fiesole Collezioni 2005 presenta Alberto Cirà

di Bianca Röhle, il 16/09/2005

Tutto diventa denso nelle sue mani. Lui sa raccontare il presente e il passato mettendo a disposizione solo piccoli accenni pieni di significati. Sa raccontare quasi senza aprire bocca. Fa vedere vita e morte, gli elementi, l’eterna trasformazione, l’eterna immutabilità delle cose, la sicurezza e il dubbio. Tutto questo ce lo trasmette direttamente attraverso la pelle, soltanto quando ha toccato il cuore cominciamo a renderci conto che siamo diventati parte integrante di una trasformazione che influenzerà la nostra percezione.
Questa mostra è la prova ideale per mettere in evidenza le capacità affascinanti di Cirà di trasformare tempo e spazio. Una passeggiata attraverso la storia, scegliendo il museo archeologico come punto di partenza, il parco di Villa Demidoff come punto di arrivo, dalla preistoria al ´500 proponendo attraverso il cambiamento l’immutabilità del tempo e della materia.
Il museo non è il sottofondo ma il luogo di presenza, di possibilità di entrare in comunicazione senza disturbare, di portare qualcosa di suo, di una sensibilità particolare ma sempre contemporanea agli antenati. Cerca il dialogo e trova la convivenza.
Gli oggetti del museo spesso hanno una forma inspiegabile. Pur sapendo che servivano a qualcosa – oggetti rituali o della vita quotidiana - non siamo sempre in grado di riconoscere il loro vero utilizzo. Cirà libera i suoi oggetti da questo peso. Sono inspiegabili e non pretendono di essere spiegati. Sono complementari. La sua arte nel percorso alchemico consiste nel rendere visibili gli elementi del preesistente, come un catalizzatore. Lei fa sembrare contemporanei gli Etruschi senza mimesis.
Le forme più semplici, il quadrato, il rettangolo, servono come supporto a una superficie che comprende la storia dell’umanità senza interpretarla o modificarla – semplicemente ricordando la sua fragilità e il suo essere soggetto alle forze corrosive del tempo che il museo cerca di fermare, di conservare in maniera artificiale. Lui invece cerca la continuità, non la differenziazione dal passato. Siamo tutti contemporaneamente parte del passato, così come il passato è sempre parte del presente.
Ci vuole coraggio e grande modestia e rispetto per quasi sparire con i propri segni tra le vetrine. Come in un canto a due voci dove ognuna sottolinea la bellezza dell’altra.
Le dimensioni storiche sono l’elemento di Cirà, siano essi naturali o culturali, perché sa ascoltare, immergersi, toccare con gli occhi e la mente ma anche con la mano il significato dei luoghi. Lui assorbe quello che lo circonda, lo rispetta profondamente, gli rende omaggio creando da questo un mondo nuovo. Il suo mondo. Se solo sapessimo ascoltare come lo sa lui esisterebbero vari dialoghi.
 
Articolo correlato:
“Un arcanista in viaggio nel tempo: intervista con Alberto Cirà”

Scheda tecnica

“Alberto Cirà”. Mostra personale
fino al 25 settembre 2005

Museo Archeologico
Sala Costantini di Fiesole
Fiesole (FI), via Portigiani

Orario di apertura:
tutti i giorni, ore 10-18

Info:
Fiesole Collezioni 2005
Sito web di Alberto Cirà

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